ITINERARIO RELIGIOSO A TOSCOLANO MADERNO

Toscolano Maderno è nato nel 1928 dalla fusione di due distinti Comuni, Toscolano e Maderno: l’ampio golfo di Maderno abbraccia un litorale verde di ulivi e cespugli odorosi ed è chiuso a settentrione dall’imponente chiesa di Sant’Andrea, edificata a partire dal XVIII secolo sui ruderi di un antico castello e terminata soltanto nel 1825. All’interno, il secondo altare di destra custodisce l’urna contenente le ceneri di Sant’Ercolano, vescovo di Brescia, morto eremita a Campione sul Garda nel 576 e Patrono della riviera gardesana dal 1466. La presenza delle reliquie del Santo, conservate fino all’edificazione della nuova parrocchiale nella splendida basilica romanica anch’essa dedicata a Sant’Andrea, è legata a una leggenda tanto cara ai madernesi da esser tuttora raccontata ai bimbi. Narra, appunto, la leggenda, che Ercolano, ritiratosi da tempo in solitudine all’interno di una grotta a Campione del Garda, fu venerato da pellegrini provenienti da tutta la riviera: il Santo eremita insegnò loro a pregare nella pace e nel silenzio, educò le genti a mortificare i propri costumi per sottrarsi alle pratiche pagane del secolo e fu maestro autorevole nella fede e nelle opere. Si dice che alla sua voce ubbidissero gli uccelli, i pesci e gli animali terrestri e la tradizione vuole che gli angeli gli portassero cibo dal cielo. Morì nella grotta di Campione, nell'anno del Signore 576: la notizia si diffuse velocemente e ovunque si pianse la Sua dipartita. Tanto era amato, Ercolano, che i paesi del lago si contesero il diritto di seppellirne i resti entro i propri confini. Non arrivando a soluzione alcuna, si decise dunque di affidare la scelta al volere divino. Il corpo del Santo fu così affidato alle onde del lago affinché la brezza, simbolo del Soffio Vitale, conducesse la barca che lo trasportava verso il lido dove le sue spoglie mortali avrebbero riposato. E navigò, la piccola imbarcazione, navigò sospinta dal vento fino ad approdare proprio sulla spiaggia del golfo di Maderno. I madernesi deposero le Sacre spoglie nell’antica basilica Sant’Andrea, dove riposarono fino alla traslazione nella nuova parrocchiale. In tempi recenti, nel luogo dove la leggenda vuole sia approdata l’umile imbarcazione che trasportava i resti di Ercolano, fu posto un cancelletto in ferro, con una lapide a ricordo del prodigioso evento. Ogni anno, il 12 agosto, le genti di Maderno ricordano il Santo con funzioni religiose, anticipate da una grande festa popolare, dove i fuochi d’artificio festeggiano ancora l’approdo del Santo.



Ma è proprio la splendida, antica Basilica di Sant’Andrea, discreta dirimpettaia della nuova parrocchiale, ad attirare il visitatore più attento: magnifica nella sua architettura, ancor più sorprende per l’apparato scultoreo che ne decora la facciata e gli interni. Fondata nel VIII secolo, la chiesa è ricca di arcaica simbologia, attraverso la cui lettura si educavano gli antichi fedeli a costumi morigerati. In alto, al centro della facciata, proprio sotto lo spiovente del tetto, il viaggiatore è accolto da una sirena bicaudata che impugna i propri arti squamati, mostrando spudoratamente il ventre: fu monito, questo, contro l’ingannevole fascino della lussuria, infruttuosa ricerca del piacere fine a se stesso. Poi, all’interno, i capitelli narrano di mostri e intrecci vomitati da fauci spalancate di draghi, atti, i primi, a simboleggiare forse l’inganno dei vizi e, i secondi, il lento scorrere del tempo che inesorabilmente tutto ingoia e tutto restituisce, nell’eterno ripetersi dei cicli vitali.



Più avanti, procedendo verso nord sulla strada gardesana e superato di qualche centinaio di metri il ponte sul torrente Toscolano, sulla destra appare la parrocchiale di Toscolano. Intitolata ai Santi Pietro e Paolo già dal 1040, la chiesa sorge su un’area che fu un tempo occupata dalla villa dei Nonii Arii, edificata nel I secolo d.C., di cui, poco distante, è possibile visitare i parziali scavi archeologici. All’interno, su tutti i bei dipinti troneggiano le tele di Andrea Celesti, pittore veneziano nato nel 1637 e vissuto a lungo sul Garda: toccante è la sua Annunciazione che orna le ante dell’organo, mirabile nell’impostazione e perfetta nella simmetria: l’Arcangelo Gabriele, potente e ispirato, sembra vibrare d’emozione e gioia, mentre annuncia alla Santa Madre l’avvento del Figlio di Dio.



L’accogliente Toscolano Maderno non è tuttavia soltanto riva di lago. In alto, lungo i bei tratturi dell’entroterra, il Comune offre altri remoti luoghi di preghiera e meditazione: il Santuario di Supina, nascosto tra i cipressi e gli ulivi secolari della frazione di Roina e dedicato alla Vergine Annunziata, racconta di antiche devozioni. Edificato nel XV secolo, regala momenti d’incomparabile raccoglimento quando, avventurandosi sui sentieri a mezza collina, si giunge sul suo rustico sagrato che profuma di lauro e fichi maturi.

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