ITINERARIO RELIGIOSO A TIGNALE

La risalita verso il paese e le sue belle frazioni, disposte su terrazzamenti e pianori affacciati sul lago, è una compenetrazione nella Bellezza più incorrotta: uliveti, profonde gole, corsi d’acqua e paesaggi mirabili. Il fitto reticolo di antiche vie montane è testimonianza di antichi percorsi alternativi alla via del lago, che collegano, oggi come un tempo, i paesi del Comune con le valli circostanti. La cristianizzazione di questi territori avvenne probabilmente intorno al VI secolo e, da allora, numerosissime sono le presenze di edifici religiosi.

Il viaggiatore che sceglie di compiere un percorso attraverso i piccoli paesi che ne compongono il Comune per ammirarne chiese, cappelle e pievi, salendo dalla riva del lago incontra per primo il pittoresco villaggio di Piovere dove, camminando attraverso vicoli su cui affacciano antiche case, dopo aver visitato gli interni della grande chiesa cinquecentesca dedicata a San Marco, può sostare sul bel sagrato, dal quale il panorama è splendido. Ogni anno, il 25 aprile, qui si festeggia il Santo Patrono con un’intera giornata di celebrazioni. La Santa Messa mattutina è accompagnata da canti mentre, il pomeriggio, dal sagrato viene impartita la benedizione delle campagne. Subito dopo, prende il via una lunga processione lungo i vicoli del paese, tra canti, preghiere e inni sacri.

Salendo verso Gardola, che del Comune è capoluogo, prima dell’ingresso in paese si incontra l’antichissima cchiesa di San Pietro, la cui datazione si colloca tra la fine del VI e gli inizi del VII secolo. Recenti scavi archeologici hanno portato alla luce le diverse fasi edificatorie, due sepolture di epoca altomedievale e un bel reliquiario in forma di sarcofago.



Sempre a Gardola, il sagrato della parrocchiale, dedicata a Santa Maria Assunta, anch’essa di fondazione medievale, offre al visitatore panorami incomparabili. Il sentimento religioso degli abitanti affonda le radici in epoche remote: testimonianza viva e vibrante ne è il santuario di Montecastello, magnifico luogo di fede considerato uno dei luoghi sacri più cari ai gardesani, da sempre meta di pellegrinaggio e devozione da parte degli abitanti delle montagne e della riviera. Da Gardola, si arriva al Santuario risalendo una ripida strada, costeggiata da cappelle che illustrano i Misteri del Rosario. Avvinghiata a uno sperone di roccia a picco sul lago, la chiesa è documentata già nel 1187, ma la monumentale scalinata di accesso, su due rampe, risale al 1599. L’aspetto attuale è frutto di un restauro avvenuto nel 1903, per opera di Arturo Cozzaglio, che ha conferito al Santuario un’impronta neogotica. All’interno, dietro all’altare maggiore è visibile un’antica struttura in pietra, chiamata “Casa Santa”, che conserva un affresco del secolo XIV attribuito alla scuola di Giotto, raffigurante la Madonna e Gesù benedicente. Nella chiesa è custodito inoltre un celebre dipinto del pittore gardesano Andrea Bertanza, ex voto commissionatogli dagli abitanti di Tignale dopo la cattura e l’uccisione del bandito gargnanese Giovanni Beatrice, conosciuto come Zanzanù, avvenuta nel territorio di Tignale il 17 agosto 1617. Splendidi anche gli affreschi contenuti nell’oratorio ricavato sotto la chiesa nel XV secolo, dove è ancora possibile leggere le tracce degli edifici più antichi. Accanto al Santuario, sorge l’Eremo di Montecastello, opera della Diocesi di Brescia nata nel 1950 per iniziativa del salodiano Pierino Ebranati: è il luogo ideale per chi desidera incontrare Dio nella pace e nel silenzio, nella meditazione e nella preghiera contemplativa. L’accoglienza e la guida spirituale sono affidate a un Sacerdote diocesano e alla comunità religiosa delle Suore Dorotee di Cemmo, che condividono il lavoro di conduzione con i laici. L’Eremo accoglie anche iniziative organizzate da parrocchie, istituti religiosi e secolari, associazioni, movimenti e gruppi ecclesiali.



Tornati sulla strada ai piedi del Santuario, dopo una visita alle belle frazioni sparse sul territorio, si riscende verso il lago, proseguendo verso nord. E proprio a riva di lago, lungo la strada gardesana ma ormai accessibile solo dall’acqua, si trova l’antico romitorio rupestre di San Giorgio in Varolo. Fu probabilmente scelto da San Francesco, nel 1220, come insediamento eremitico, prima dell’edificazione del convento francescano a Gargnano. Scavato nella roccia naturale, mostra ancora i segni di diversi ambienti disposti a quote differenti e di un piccolo giardino d’agrumi, edificati in tre fasi successive. È ancora visibile anche la grotticella dove, in fase romanica, fu scavata la chiesa, sul cui presbiterio sono ancora leggibili lacerti di affreschi, tra i quali una grande figura di Cristo assiso in trono, circondato da cherubini.

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