ITINERARIO RELIGIOSO A SOIANO

Salendo sulle colline della Valtenesi, ci ritroviamo a Soiano e incontriamo subito la frazione di Chizzoline; qui è da vedere la chiesa seicentesca dedicata a San Carlo, costruita nel 1610 in onore di San Carlo Borromeo che probabilmente ha sostato in questi luoghi durante la sua visita pastorale del 1580. Ricordiamo la pala collocata sull’altare maggiore La Madonna della Neve tra i Santi Carlo Borromeo e Giustina, realizzata dal pittore seicentesco Andrea Bertanza. Santa Giustina, martirizzata a Padova, era molto venerata in area veneta durante il XVII secolo, in quanto considerata, insieme alla Vergine, fautrice della vittoria dei Cristiani sui Turchi nella battaglia di Lepanto, svoltasi il 7 ottobre 1571, giorno a Lei dedicato. Sempre nella stessa frazione ricordiamo la presenza della cappella dedicata a Santa Maria Elisabetta all’interno di una proprietà privata e di sicura fondazione altomedievale, testimonianza di un’antica cristianizzazione dei luoghi. Si segnala qui anche la comunità francescana, legata al convento di San Rocco fondato nel XIV secolo e oggi non più esistente.



Proseguiamo il nostro itinerario andando a visitare la parrocchiale di San Michele Arcangelo. Eretta all’inizio del XVII secolo, sorge sui resti di una chiesa del XV secolo, citata come cappella della pieve di Valtenesi nelle visite pastorali del 1454; in quel periodo al suo interno era testimoniata la presenza di un’ara romana dedicata alle Giunoni, che fungeva da base per l’acquasantiera. Tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX è stata più volte riadattata, come testimoniano anche gli altari. La facciata, che si sviluppa in due ordini, è decorata da lesene addossate alla parete reggenti una trabeazione; nella parte più alta si trova un timpano con cornice dentellata. Il portale in legno è inquadrato da stipiti in pietra bianca, ai cui lati si aprono due nicchie con statue di santi. L’interno, a navata unica coperta da volta a botte, presenta cinque cappelle e un magnifico organo barocco, opera di Antonio Franchino Montechiaro, ricco di intagli in legno dorato con cascate di frutta e fiori; l’altare maggiore, in marmo, risale al 1790 ed è in stile barocco. Tra le opere pittoriche ricordiamo la pala Madonna con San Sebastiano e l’Arcangelo Michele, riconducibile alla produzione di Gianfrancesco Caroto e L’Annunciata, strepitosa opera di Bernardo Strozzi, insigne pittore genovese seicentesco, posta sull’altare della cappella dell’Annunciazione. Si tratta di un unicum per il Garda, venne commissionata dal patrono della cappella Bartolomeo Carminati intorno al 1640, che, pur risiedendo a Venezia, aveva possedimenti a Soiano e si dimostrò generoso nei confronti della parrocchiale, commissionando la pala all’artista Bernardo Strozzi, costituendo un’apposita cappellania e arrivando nel 1648 ad ottenere l’indulgenza plenaria per la chiesa di San Michele nel giorno dell’Annunciazione. Il Carminati donò alla parrocchia anche le insigni reliquie del martire romano Sant’Albano, ivi solennemente traslate e deposte nell’altare di famiglia nell’ottobre del 1652. Nello stesso anno il comune di Soiano proclamò il Santo Martire protector comunalis.



Seguendo diverse vie, sentieri nel verde o strade comunali, si arriva da Soiano, dopo due chilometri, a Polpenazze, nella conca morenica del lago Lucone, sito Unesco delle palafitte dell’arco alpino. Qui, in posizione isolata che favorisce il raccoglimento spirituale, vicino al cimitero, sorge la chiesa medievale di San Pietro in Lucone, antica parrocchiale di Polpenazze. La facciata è semplice, con profilo a capanna e un ampio oculo sopra il portale. L’interno è articolato in tre navate divise da pilastri e coperte da volte a crociera. Il presbiterio quadrangolare è di particolare interesse, poiché presenta un ciclo di raffinati affreschi di scuola veronese databili alla seconda metà del XIV secolo: suggestiva è la Maiestas Domini nell’abside, racchiusa in una mandorla iridata e fiancheggiata da angeli. Nelle pareti del presbiterio sono dipinte scene della vita di San Pietro e sulla volta a crociera dello stesso sono rappresentati i Dottori della Chiesa. L’arco trionfale presenta un’Annunciazione, mentre nel sottarco si trovano riquadri con profeti. Su un altare laterale è posta una tela rappresentante L’Immacolata Concezione databile all’inizio del XVII secolo attribuita a Pietro Ricchi, detto il Lucchese. Sulle pareti delle navate laterali e sui pilastri si trova una ricca serie di dipinti votivi realizzati tra la fine del XV secolo e i primi anni del XVI; tra questi, databile a fine quattrocento, compare una raffigurazione del Beato Simonino, poco diffusa in area gardesana. Alla fine del XVI secolo la chiesa di San Pietro cessa di essere parrocchia e viene decisa la costruzione di un nuovo e più ampio edificio religioso vicino al circuito murario; gli abitanti si rifiutano però di abbatterla.

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