ITINERARIO RELIGIOSO A SAN FELICE DEL BENACO

Dopo la pieve vecchia di Manerba, proseguendo verso San Felice del Benaco, cinquecento metri prima del borgo, posto in una stupenda posizione tra il verde degli ulivi e l'azzurro del lago di Garda, troviamo il Santuario del Carmine, luogo in cui i frati carmelitani accolgono i pellegrini che vogliono sostare per la preghiera e la meditazione. L’antico Santuario, imponente edificio del XV secolo, mirabilmente affrescato al suo interno, è meta costante di numerosi pellegrini provenienti da tutto il mondo. Nel 1452 gli abitanti del luogo eressero un’originaria cappella dedicata alla Madonna, in una località particolarmente prospera, data la presenza di sorgenti. La costruzione sembrerebbe corrispondere all’attuale abside del santuario, dove si conservano gli affreschi più antichi della chiesa, tra cui un San Bernardino da Siena datato 1460. La sentita devozione verso la Madonna spinse il Comune sanfelicese ad affidare la custodia della cappella ai frati carmelitani. La piccola costruzione andò via via assumendo dimensioni sempre maggiori e il 17 gennaio 1482 venne consacrata, come ricorda l’iscrizione sulla parete destra dell’arcone absidale. Tra il 1470 e il 1473 sono databili alcuni affreschi della quarta e quinta campata, tra cui quello raffigurante Sant’Alberto tra Santi carmelitani. Essi sono riconducibili al cosiddetto Maestro di Sant’Alberto e consentono di seguire gli sviluppi della fabbrica che, partendo dall’originaria cappella votiva inglobata nella nuova struttura, giunse entro il 1482 alla facciata. La facciata è a capanna con un oculo e due aperture laterali; il protiro è degli anni cinquanta del XX secolo. L’interno presenta un’ampia struttura ad aula unica scandita in cinque campate da quattro grandi archi traversi a sesto rialzato che reggono la copertura lignea. Gli arconi laterali furono aggiunti in un secondo tempo, per dare maggiore staticità e per inquadrare le strutture delle cappelle con altari, come dimostra il quarto a destra sovrapposto a degli affreschi precedenti. Tra gli affreschi che caratterizzano le pitture murali degli altari si segnala quello raffigurante i Santi Girolamo, Leonardo e Antonio, opera del cosiddetto Maestro di San Felice, uno dei migliori allievi di Paolo da Caylina il Vecchio. Il maestro di San Felice è anche autore di una leggiadra Annunciazione sulla parete di fondo dell’abside e di un San Sebastiano e Santi nella parete di destra della quinta campata. Allo stesso Paolo da Caylina viene attribuito l’affresco della seconda cappella di destra raffigurante i Santi Alberto, Apollonia, Giacomo e Filippo. Nel XVII secolo vennero costruiti l’organo, la torre campanaria e degli altari lignei barocchi nelle cappelle laterali che coprirono parte degli affreschi presenti. Le diverse campagne pittoriche evidenziano come la devozione nei confronti del Santuario del Carmine sia stata continua e sempre viva tra gli abitanti del luogo, ma anche di quanto prestigio abbia sempre goduto. Infatti, esso venne più volte utilizzato per i Capitoli Generali dell’Osservanza carmelitana.



Proseguendo, arriviamo nel centro di San Felice, dove si trova la barocca Chiesa Parrochiale, terminata nel 1781, a croce greca e con ampi volumi, dedicata ai Santi Martiri Felice, Adauto e Flavia, le cui reliquie sono oggi custodite all’interno dell’altare maggiore realizzato in pregiati marmi policromi dallo scultore Giovanni Emanueli nel 1858. Nella chiesa sono conservate pregevoli opere d'arte tra cui la pala dell’altare maggiore con I Santi Felice, Adauto, Antonio abate, Giovanni Evangelista e Gennaro ai piedi della Vergine in gloria, opera del Romanino, pittore lombardo del XVI secolo. Le pareti interne e la volta dell'edificio sono riccamente affrescate con Storie dei Santi Felice e Adauto, opera di Carlo Innocenzo Carloni e del suo collaboratore Giosuè Scotti, ultimata nel 1760. Nella navata di destra si trova Il Martirio di S. Bartolomeo di Johann Carl Loth; sulla parete a sinistra, un dipinto seicentesco con la Madonna e San Rocco orna l’altare omonimo. Tra le cappelle laterali, tutte ornate da altari con marmi colorati, si ammira quello dedicato alla Madonna del Rosario, con la statua della Vergine e quindici tele dei Misteri del Rosario, racchiuse in una preziosa cornice. Sul terzo altare di destra si trova la pala di Pietro Ricchi detto il Lucchese, raffigurante l’Incoronazione della Vergine e i Santi Nicola da Bari, Antonio da Padova, Apollonia e Bernardo di Chiaravalle. In sacrestia sono conservati una bella Natività proveniente dal Santuario della Madonna del Carmine attribuita a Zenone Veronese ed una Madonna del Rosario con i Santi Domenico e Caterina da Siena che porta la firma di Giovanni Andrea Bertanza.

Di fronte all'Isola del Garda, sul promontorio di San Fermo, posto tra San felice e Salò, si gode un’immagine suggestiva del lago; qui si trova la omonima chiesetta che nelle forme attuali è frutto di tre fasi costruttive. La più antica, forse quella originaria, riguarda parte della muratura a nord, realizzata in pietre spaccate disposte in corsi abbastanza regolari; la seconda fase, del XV secolo, ha visto la ricostruzione della facciata e del lato sud; la terza invece è testimoniata dall'abside poligonale all'esterno, che sicuramente è stata eretta dopo la fine del XVI secolo. Fa parte del comune attuale di San Felice anche l'isola di Garda, sulla quale probabilmente San Francesco fondò nel 1220, nel settore orientale, un monastero intitolato a Santa Maria.

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