ITINERARIO RELIGIOSO A PUEGNAGO

Risalendo la collina da San Felice del Benaco, arriviamo a Raffa, frazione aggiunta al comune di Puegnago nel XX secolo, poiché anticamente era un comune autonomo. Durante la dominazione della Repubblica di Venezia faceva parte della Magnifica Patria, era un piccolo borgo arroccato intorno ai resti di un castello, di cui rimane il toponimo nel centro storico attuale. La chiesa qui presente, che ora sovrasta il borgo con la sua mole, era in origine più piccola, era dedicata a San Giovanni Battista ed era dipendente anch’essa, come altre nei dintorni, dalla pieve di Santa Maria di Manerba. Nel corso del XVIII secolo si staccò dalla pieve di Manerba e cambiò titolazione: da San Giovanni Battista alla Beata Vergine Maria ad Nives, nome che tuttora mantiene. Alla fine del XVI secolo le venne assegnata una rendita dal Conte Sebastiano Paride di Lodrone, munifico protettore, che nel 1595 aveva fondato a Salò la Pia Congregazione della Carità Laicale, anche sulla spinta della visita di San Carlo del 1580. Tale lascito fu riscosso continuativamente nei secoli, come si desume da una segnalazione di don Isidoro Baldo, curato di Raffa negli anni venti e trenta del XIX secolo. Egli, proveniente da una famiglia benestante, decise di sovvenzionare i lavori di ampliamento della chiesa dovuti alle esigenze di una comunità in crescita. Nel 1824 venne posta la prima pietra della nuova chiesa di Raffa, che assunse le attuali forme di chiara impronta neoclassica. La facciata è elegante, costituita da quattro semicolonne addossate alla parete che reggono la trabeazione recante l’intitolazione della chiesa alla Madonna. Il timpano completa l’insieme e lo rende ancora più spettacolare, soprattutto emerge la cupola dotata di piccola lucerna. L’interno, ad aula unica, è candido e molto luminoso, caratterizzato da una profusione di semicolonne e lesene poste in sequenza e spesso addossate le une sulle altre. Spettacolare è l’utilizzo del marmo, che si riscontra sia nella costituzione di alcuni elementi architettonici e decorativi, sia nel pavimento. La zona absidale è semicircolare, arricchita, oltre che da alcune pitture murarie, anche da una bella pala d’altare cinquecentesca che ha per soggetto La Madonna in trono con Gesù Bambino e Santi. Sulla parete di controrgano è posta una tela raffigurante una Madonna tra gli angeli e Sant’Antonio da Padova attribuita alla scuola del Celesti.



Proseguendo il cammino nel territorio di Puegnago, frequentato fin dalla preistoria, sostiamo nella frazione di Mura, dove c’è la chiesetta del XVI secolo dedicata a S. Giuseppe, che conserva una statua lignea della Madonna del Carmine ed una pala che raffigura S. Giuseppe. Arriviamo poi in località Castello, il cui toponimo è legato alla presenza del castello a pianta ellittica costruito su un cocuzzolo isolato. Intorno ad esso si era sviluppato l’abitato medioevale, che si è poi articolato in tre frazioni, Castello, Mura e Palude, a cui nel XX secolo venne aggiunta Raffa. Qui si erge la parrocchiale dedicata a San Michele Arcangelo, citata per la prima volta nel 1454, con tetto a capanna e sobria facciata con timpano, dai profili lievemente sporgenti e una finestra nella parte superiore. Il portale è inquadrato da delle lesene in pietra bianca, mentre sulla sommità è presente una trabeazione sorreggente un piccolo timpano. Nel vano della porta laterale è stata murata una lapide romana con dedica alla dea Vittoria. Internamente la chiesa risente degli influssi del periodo barocco; sono da segnalare il coro ligneo del ‘600, opera dei Boscaì di Levrange, il pregevole organo messo in sito nel 1722 e degno di attenzione è anche un crocifisso in legno policromo databile al XVII secolo. In questa chiesa il 20 febbraio 1843 fu battezzato, dal parroco Domenico Ottini, Giuseppe Baldo, fondatore delle Piccole Figlie di San Giuseppe e proclamato beato da Papa Giovanni Paolo II nel 1989.



Proseguendo per Salò, troviamo la località Palude con la Chiesa di San Giovanni Battista che risale presumibilmente alla fine del XV secolo. È completamente incastonata tra le case circostanti e si affaccia sulla piazzetta del borgo; la facciata è arricchita da un bel portale in pietra bianca con timpano spezzato e finestra sovrastante. L'interno è ad aula unica con zona absidale sopraelevata in cui si può ammirare il seicentesco dipinto raffigurante Il Battesimo di Cristo con San Sebastiano e la Madonna. Infine, scendendo ancora verso Salò, a Monteacuto, antico borgo in origine composto da tre cascine, si trova una cappella dedicata a S. Gaetano da Thiene; sull'altare vi è una tela raffigurante S. Gaetano con Madonna e Gesù Bambino.

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