ITINERARIO RELIGIOSO A MONIGA

Nel borgo di Moniga, con il suo castello ricetto del XV secolo, si trova la parrocchiale dedicata a San Martino di Tours, protettore dei cavalieri, dei militari, dei sarti e degli osti. Prima di arrivare al castello vale la pena di vedere, in località San Michele, la chiesa della Madonna della Neve, vicino al cimitero di Moniga. Il suo nome si riferisce al miracolo avvenuto a Roma il 5 agosto 352; secondo la leggenda, la mattina di quel giorno il colle Esquilino, uno dei sette colli di Roma, era ricoperto da una coltre bianca di neve e la sera precedente la Madonna era apparsa in sogno al papa Liberio e al nobile romano Giovanni Patrizio, chiedendo che venisse costruito un tempio nel punto in cui la mattina dopo avrebbero trovato neve fresca; venne quindi costruita la basilica di Santa Maria Maggiore, titolata per questo anche Santa Maria della Neve. La chiesa è fiancheggiata da alti cipressi e un corso d'acqua, con la facciata rivolta verso il lago; è ad aula unica con prospetto a capanna, edificata nella seconda metà del XVI secolo. Nelle sue forme attuali in facciata presenta tre finestre e un pronao realizzati nel XIX secolo. Data l’intitolazione mariana e le pareti imbiancate, si suppone che sia stata usata come lazzaretto nei periodi di guerra e pestilenza; tale ipotesi è rafforzata anche dalla presenza di un altare dedicato a San Rocco, santo invocato durante le pestilenze.



Arrivando in parrocchiale, ricordiamo che la Chiesa di San Martino in origine era una cappella e dipendeva, come tutte le chiese della zona, dalla Pieve di Santa Maria situata a Manerba, da cui si staccò nel 1454, quando fu consacrata dal vescovo Ermolao Barbaro. L’attuale edificio è frutto degli interventi di rimaneggiamento strutturale attuati nel XVIII secolo, con l’allungamento dell’abside e di parte della facciata. Questi lavori hanno condotto al rifacimento della facciata in stile baroccheggiante; sopra il bel portale d'ingresso si apre un grande finestrone rettangolare che riproduce, nei vetri colorati, la scena di San Martino che regala il suo mantello al mendicante. Al suo interno, a navata unica, l’illuminazione è favorita da otto grandi finestre che permettono di ammirare i cinque altari presenti, quello di San Giuseppe, del Santo Rosario, del Crocifisso e quello dedicato alla Vergine, con due statue di legno dorato rappresentanti la Madonna e Santa Lucia; sull’altare maggiore, in stile barocco, con intarsi di marmo a vari colori, è presente una pala raffigurante San Martino sotto cui è posta una statua lignea del Santo, un bel tabernacolo di marmo e sei grandi candelabri di legno che completano perfettamente tutto l'insieme. Sulle due pareti del presbiterio sono conservati due quadri: L’Adorazione dei Magi e La Sacra Famiglia; son presenti balconcini uguali e simmetrici che racchiudono le lucenti canne dell'organo. In fondo alla chiesa, a sinistra, si apre un piccolo vano che ospita un fonte battesimale di pietra, l'antico battistero, oggi non più utilizzato, ma importante testimonianza del passato qui vissuto.

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