ITINERARIO RELIGIOSO A LONATO

Nell’immediato entroterra, si scorge sulle colline moreniche la ridente cittadina di Lonato del Garda. Salendo sulla collina, si arriva in centro storico e subito si nota la Basilica dedicata al patrono San Giovanni Battista, edificio barocco a croce latina con un’imponente facciata scandita da colonne e ornata da statue di santi. La grande cupola che la sovrasta, opera settecentesca dell’architetto Soratini, caratterizza, insieme alla torre civica e alla rocca medievale, lo skyline della cittadina, visibile anche dall’autostrada. L’interno comprende tredici altari, degno di nota è soprattutto l’altare maggiore con la pala de La predica di San Giovanni Battista del pittore veronese Giambettino Cignaroli. Nella sacrestia è conservato il Trittico della Resurrezione, opera rinascimentale firmata da Bernardino Licinio e datata 1528: nel pannello centrale si trova il Cristo Risorto, in quello sinistro la Vergine Addolorata e in quello destro S. Giovanni Battista. Nella chiesa vengono regolarmente celebrate Sante Messe; di particolare suggestione è il rito dei Sacri Tridui che qui si svolge in una data mobile, individuata tradizionalmente nella domenica di Sessagesima (60 giorni prima di Pasqua), per tre giorni consecutivi. È una funzione religiosa nata per iniziativa popolare nella prima metà del Settecento in suffragio dei morti della guerra di successione spagnola. Il rito, oggi rivolto a suffragio di tutti i defunti, si ripete annualmente con l’installazione della “Macchina del Triduo” (costruita nel 1828) all’interno del presbiterio della Basilica di San Giovanni Battista, la celebrazione solenne di una Santa Messa e l’esposizione del Santissimo Sacramento nella parte più alta della Macchina.

Uscendo dalla Basilica e proseguendo verso il quartiere medievale della Cittadella, troviamo la chiesa di Sant’Antonio abate, risalente al XV secolo, che testimonia la devozione della comunità al Santo protettore degli animali. Ogni anno, il 17 gennaio, festa di Sant’Antonio abate, qui si celebra una particolare funzione religiosa che prevede la benedizione degli animali. Negli stessi giorni si svolge una fiera agricola promossa fin dal secolo scorso. Nella chiesa di Sant’Antonio è conservato anche un piccolo dipinto del XIV secolo raffigurante una Madonna con Bambino; esso un tempo si trovava in un casello di guardia a fianco di una delle porte di accesso al paese; nel caldo mese di luglio 1707, secondo una tradizione, fece rifiorire un giglio appassito lì posto. In seguito a questo miracolo si realizzarono pellegrinaggi con guarigioni. La festa della Madonna del Giglio, che ricorre la terza settimana di ottobre, ricorda la traslazione dell’immagine miracolosa e continua ad essere celebrata ancora oggi. Negli ultimi anni, nel periodo natalizio, all’interno della chiesa il gruppo di Sant’Antonio, che promuove le attività legate all’edificio religioso, allestisce un interessante mostra che raccoglie presepi antichi e moderni.

Continuando in direzione Sedena, all’uscita del centro storico, troviamo la Chiesa di Santa Maria del Corlo; di origine trecentesca, nel 1505 passò alla Confraternita dei Disciplini che la abbellì, aggiungendo anche l’elegante campanile (1676) e istituendovi un ospedale a partire dall’anno 1600. La facciata è dotata di un portale cinquecentesco e l’interno mostra pregevoli affreschi, i più antichi dei quali sono trecenteschi. Da ricordare è anche l’opera lignea de Il Compianto su Cristo morto, di particolare bellezza, realizzata da Valentino Bolesini e dipinta da Pietro Bagnatore (1550-1627).

Proseguendo ancora verso Sedena, troviamo il Santuario della miracolosa Madonna di San Martino, elegante edificio seicentesco con pianta a croce greca e grande cupola, collocato appena al di fuori dell’antica cinta muraria d’epoca veneta. Fu costruito in seguito a un miracolo avvenuto nel XVII secolo: la Vergine apparve ad una ragazza muta che guarì; in loco era già esistente una chiesa medievale intitolata a San Martino e di cui si conserva ancora testimonianza in alzato. All’interno del Santuario, sull’altare maggiore, abbellito da preziose tarsie di marmi policromi, è posta una statua lignea che rappresenta La Madonna con Bambino; sono inoltre presenti due grandi teche in cui sono disposti oltre duecento ex voto che testimoniano la devozione dei fedeli. Poco distante, in un luogo ameno sulla sommità di un piccolo colle, si trova la Pieve di San Zeno, la più antica sede religiosa della comunità lonatese. L’abside presenta gli elementi tipici delle architetture romaniche con lesene, archetti ciechi e sculture antropomorfe e zoomorfe; è arricchita da tre monofore strombate. La chiesa, a navata unica, reca alcune tracce di decorazioni pittoriche trecentesche e quattrocentesche. L’altare maggiore è costituito dall’antica tribuna in legno policromo proveniente dal seicentesco santuario della miracolosa Madonna di San Martino.

La visita delle testimonianze religiose presenti a Lonato si snoda anche attraverso le numerose frazioni, in primis Maguzzano con la sua Abbazia. Gli scavi archeologici realizzati nell’ultimo decennio hanno permesso di datarne la fondazione al periodo altomedievale; è stata retta dai monaci benedettini, successivamente dai monaci trappisti e oggi è retta dalla Comunità di San Giovanni Calabria, i cui frati testimoniano la fede e la spiritualità di questo luogo, dove l’arte, la storia e il paesaggio si armonizzano con le attività di un centro ecumenico molto attivo. Nell’abbazia si segnala il chiostro quattrocentesco con un ampio porticato sostenuto da eleganti colonne, dove si trova un’epigrafe che ricorda il soggiorno del Cardinale Reginald Pole. Nell’ampia corte di accesso vi è un’altra epigrafe che testimonia il passaggio di Teofilo Folengo, vissuto nel XVI secolo e autore del Baldus. Fa parte del complesso abbaziale la chiesa dedicata a Santa Maria Assunta, dalle armoniose linee e al cui interno si conservano una croce astile rinascimentale di grande pregio, in rame dorato con figure simboliche e, sull’altare maggiore, la pala raffigurante L’Assunzione della Vergine di Alessandro Bonvicino detto il Moretto e bottega (1552). Maguzzano oggi è frazione del comune di Lonato, ma originariamente era un comune monastico autonomo. Di fondazione medievale è anche la chiesa di San Cipriano, a due chilometri circa dal centro di Lonato, nella frazione omonima. L’abside semicircolare è chiaramente romanica, scandita da sottili lesene, poggianti su un alto basamento, che dividono la struttura in tre scomparti, in ognuno dei quali si apre una monofora. L’edificio fu restaurato nel 1722, quando venne edificato il campanile; nel 1729 la chiesa fu ceduta dal Comune in proprietà agli abitanti della frazione. Recentemente sono stati messi in luce e posti a restauro pregevoli affreschi.

Degno di nota è anche il Santuario della Madonna della Scoperta al limite del territorio di Lonato, confinante con quello di Desenzano del Garda e quello di Solferino, primo comune della provincia mantovana. Questi luoghi sono storicamente legati ai fatti della battaglia di Solferino e San Martino del 24 giugno 1859, ma il nome del santuario e della frazione hanno un’origine più antica, che deriva da Santa Maria della Fontana Coperta, chiesa già attestata nel 1163. Secondo la trazione popolare il passaggio da Coperta a Scoperta avvenne in seguito ad un episodio che da molti fu ritenuto miracoloso: il rinvenimento, nelle vicinanze della chiesa, di un dipinto raffigurante la Madonna perfettamente conservato, tanto che la chiesa venne ristrutturata e trasformata in santuario; ancora oggi il borgo conserva il suo antico fascino.

Dopo Sedena, lungo la strada che porta a Padenghe, troviamo la chiesetta dei Morti della Selva, nelle attuali forme del XVIII secolo, posta nel luogo in cui gli abitanti di Lonato e Padenghe erano soliti seppellire i morti di peste.

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