ITINERARIO RELIGIOSO A LIMONE

La strada che conduce a Limone è di una bellezza commovente, fatta di gallerie che si aprono improvvisamente su panorami meravigliosi, di acque profonde, di blu cobalto e rocce, di uliveti aggrappati a scoscesi terrazzamenti che raccontano di duro lavoro e di amore per il territorio. Narrano di agricoltori, di pescatori e di pellegrini che nel corso dei secoli hanno animato le sponde del Garda con la loro devozione, le loro speranze, i loro sogni. Passato il cartello che ci dà il benvenuto a Limone, poco più avanti, la prima via sulla sinistra, erta e scoscesa, conduce alla casa natale del Santo Daniele Comboni, oggi luogo di spiritualità missionaria e di educazione alla mondialità, dove i missionari comboniani offrono accoglienza a chiunque voglia prendersi del tempo di riflessione e preghiera. Questo luogo propone un itinerario multimediale, atto a comprendere il messaggio e l’impegno del Santo, nato nel 1831. La sua storia, toccante e appassionante, si snoda tra l’infanzia sul Garda, l’adolescenza in seminario a Verona e la vita adulta, trascorsa in Africa. San Daniele Comboni dedicherà tutta la sua esistenza, spezzata dalla malaria a soli cinquant’anni, all’evangelizzazione e promozione umana delle popolazioni locali, così come alla lotta per la loro liberazione dalla schiavitù. Un personaggio straordinario, la cui modernità –espressa soprattutto nel suo motto di “Salvare l’Africa con l’Africa”- è sorprendente quanto il suo incondizionato amore per i più deboli.

Il centro missionario comboniano si trova in posizione splendida, circondato da ulivi secolari, alberi di limoni e mirabili panorami sul lago. Dalle finestre del refettorio s’intravede, tra le fronde degli ulivi, il piccolo campanile della chiesa di San Pietro in Oliveto (sec. IX), di stile romanico, minuscola ma dall’antica autorevolezza, che custodisce ancora i segni di devozioni arcaiche. Gli affreschi della parete settentrionale, databili al XIV secolo, raccontano l’ultima cena di Cristo vista attraverso gli occhi della gente lacustre: sulla santa mensa appaiono pesci simili a quei cavedani che ancora oggi popolano le acque del lago, mentre le ciotole sembrano colme di saporita polenta.



Scendendo nuovamente verso la riva, tornati sulla strada principale, procedendo in direzione Riva del Garda, s’incontra sulla destra la deviazione per il centro del paese. Camminando per vicoli che ancora profumano d’antico, si raggiunge la parrocchiale edificata nel 1691 e intitolata a San Benedetto. All’interno, le splendide tele di Andrea Celesti, pittore veneziano vissuto sulla sponda bresciana del Garda tra la fine del 1600 e il 1712, poste a lato dell’altare maggiore, invitano alla preghiera.

Più a nord, al termine di un’incantevole scalinata ornata di fiori, sorge la chiesa di San Rocco, il cui sagrato si affaccia sul lago. Edificata nel XVI secolo dopo un’epidemia di peste, la tradizione locale vuole sia stata eretta dopo il passaggio del Santo da Limone. L’interno è ad aula unica e presenta affreschi cinquecenteschi, recuperati dopo il restauro del 1957. Si respira pace, guardando da lassù l’acqua così possente, le montagne e i tetti del paese.

CONDIVIDI CON:
inLombardia | Regione Lombardia