ITINERARIO RELIGIOSO A GARDONE RIVIERA

Sulla sinistra, appena superato il ponte sul torrente Barbarano, un ripido rettilineo conduce a Morgnaga, frazione di Gardone Riviera. Entrare nel piccolo paese è come tornare indietro nei secoli: gli stretti vicoli, gli antichi muri in pietra e le case dalle forme medievali che ne modellano il nucleo, narrano del passaggio di viandanti e contadini che, da contrade più a nord, attraversarono le anguste vie per raggiungere l’antica Salò, chi per sostarvi una notte prima di proseguire il proprio pellegrinaggio verso Roma, chi, forse, nella speranza di vendere le proprie messi. La chiesa di Morgnaga, edificata intorno alla fine del XIV secolo e intitolata a Sant’Antonio Abate, accoglie il visitatore col suo armonioso porticato rinascimentale. Alzando lo sguardo verso gli archetti pensili, i ritratti di Santi dallo sguardo severo eppure confortante, affrescati nel XIV secolo, osservano ancora quei passanti che, per raggiungere il centro di Gardone Riviera, scelgono di percorrere quest’antica via. Più avanti, proprio di fronte alla grande villa dallo stile eclettico e composito conosciuta come il Castello di Morgnaga, intrigante nella sua architettura primi ‘900, la via si biforca. Scendendo, si raggiunge Gardone Sotto, oggi centro del Paese ma un tempo piccolo abitato di poche, semplici case di pescatori. Attraversando la strada statale, dopo la piccola chiesa della Natività di Maria, edificata nel XVIII secolo e rinnovata nel 1921, si raggiungono la via principale di Gardone Sotto ed il lungolago, dove la vista è emozionante: di fronte, l’isola del Garda, verdeggiante e arcana e, oltre, in lontananza, la sponda orientale del lago.



Risalendo verso Gardone Sopra attraverso vie fiancheggiate da eleganti ville primi ‘900 e da una vegetazione ineguagliabile, si raggiunge l’antico nucleo del paese, che fu castello ben fortificato: sulla piazzetta più elevata sorge la parrocchiale di San Nicolò, progettata nel 1730 dall’architetto e frate camaldolese Paolo Soratini. L’interno, decorato con opere di Zenone Veronese, Andrea Celesti, Carlo Caliari e Francesco Monti, accoglie anche un altare dedicato alla Beata Vergine di Fraole, la cui pala, dipinta dal chierico Rizzini nel XVII secolo, fu venerata come miracolosa. Sulla destra dell’altare maggiore, una piccola porta conduce a quella che fu l’antica cappella del castello, decorata con affreschi cinquecenteschi che raccontano episodi della vita di San Nicola.

Dalla vicina piazza del Vittoriale, ultima dimora, oggi parco e museo, del sorprendente uomo, poeta ed eroe che fu Gabriele d’Annunzio, s’imbocca la strada che porta verso le frazioni montane e collinari: San Michele, la più popolosa, ospita una piccola chiesa dedicata al Santo, edificata in posizione unica. Il lago, da lassù, appare come un grande mare blu cobalto che, verso il mezzodì, prende riflessi di luce dorata. La controfacciata della chiesa fu decorata nel 1575 con un affresco del Giudizio Universale: la mano dell’artista, semplice e ingenua, rivela una devozione profonda e un intimo timore per il giudizio divino.

Scendendo nuovamente verso il lago dalla strada a fianco della chiesa, si arriva alla splendida, piccola frazione di Fasano Sopra, che conserva l’antico aspetto medievale. La chiesetta dedicata ai Santi Sebastiano e Fabiano dà il benvenuto ai visitatori: edificata intorno al 1570 e appartenuta alla Confraternita dei Disciplini, oggi è amorevolmente curata dagli abitanti del paesino i quali, ogni anno nel mese di gennaio, in occasione della festa di “San Bastià” sono tutti chiamati a raccolta per decorare strade e vicoli con festoni e fiori colorati in onore del Santo patrono. Passando per il paesino in quel periodo, il cuore non può far a meno di gioire alla vista di tanta gioiosa devozione. Una ripida via, un tempo letto di un torrente oggi interrato, conduce a Fasano Sotto, dove svetta l’antico campanile della parrocchiale, dedicata ai Santi Faustino e Giovita. Di fondazione medievale, nel corso dei secoli la chiesa fu più volte rimaneggiata. L’ultimo restauro, avvenuto nel 1929, fu affidato all’artista bresciano Vittorio Trainini, che ne ridecorò gli interni. Il sagrato è incorniciato sul lato sud da un elegante loggiato dal quale si gode una bella vista del lago: sommessamente, l’antica chiesa invita i visitatori alla contemplazione e alla preghiera.

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