ITINERARIO RELIGIOSO A DESENZANO

Desenzano del Garda è una vivace cittadina collocata all'estremità sud-ovest del Lago di Garda al centro di un ampio golfo, delimitato ad est dalla penisola di Sirmione e ad ovest dall’altura del Monte Corno. Qui, in una posizione geografica privilegiata, si può ammirare il più bel lago europeo nella sua massima estensione. Le testimonianze religiose presenti sono numerose, in primis quelle legate a Sant'Angela Merici, fondatrice dell’ordine delle Orsoline e figura di grande rilievo spirituale. La casa in cui Sant’Angela visse gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza è alle Grezze, frazione di Desenzano; è solo in parte quella originale, tuttavia conserva l’aspetto delle tipiche case contadine locali. Ogni anno il 27 gennaio, giorno dedicato alla celebrazione della Santa, viene svolto un pellegrinaggio da questo luogo a Brescia per ricordare il viaggio da lei effettuato nel 1516 ubbidendo alla chiamata dei suoi superiori francescani. Anche il “cammino della vocazione” coinvolge la casa della santa: è punto di arrivo di un suggestivo pellegrinaggio che parte dalla Chiesa di San Bernardino di Salò dove Sant’ Angela è entrata nel Terz’Ordine di San Francesco; si svolge sempre in ottobre in prossimità della festività di Sant’Orsola.

In località Brodazzo si trova la Comunità del Mericianum, sita nel luogo in cui la Santa ebbe la visione di una scala tra cielo e terra e l’annuncio della missione di fondare una Compagnia di Vergini: obbedendo a questa chiamata celeste, Sant’Angela fondò le Orsoline, i cui conventi sono ancora attivi in tutt’Italia, a Desenzano in via Santa Maria. In quest’itinerario mericiano non è da dimenticare la statua a lei dedicata, in marmo bianco di Botticino scolpita da Santo Callegari nel XVIII secolo, sita in piazza Malvezzi; ricordiamo anche una chiesa parrocchiale recentemente edificata e intitolata alla Santa, nelle vicinanze della sua casa. Anche nel Duomo della cittadina numerose sono le testimonianze in ricordo di Sant’Angela: nella prima cappella di sinistra si trova una bella pala di Domenico Cignaroli del XVIII secolo in cui viene ritratta con Sant’Antonio da Padova e San Luigi Gonzaga; nella navata opposta c’è la cappella dedicatale ed eretta nel XIX secolo, in occasione del quarto centenario della sua nascita. Nella sacrestia è conservata una copia del suo ritratto sul letto di morte, realizzata dal grande pittore bresciano Alessandro Bonvicino detto il Moretto.

Il Duomo è dedicato a Santa Maria Maddalena, un’intitolazione che risale a tempi lontani, all’origine della pieve, una tra le prime chiese cristiane del territorio gardesano, che insisteva sulla stessa area. L’attuale chiesa fu edificata su progetto di Giulio Todeschini e venne consacrata come Duomo dal vescovo di Verona nel 1611. La facciata manifesta elementi barocchi, in particolare presenta un fastoso portale del 1699 che aggiunge solidità mista a fantasiosa eleganza. L’interno, a pianta basilicale a tre navate, notevole per la sua semplice solennità classica, è uno degli esempi più belli del tardo Rinascimento in provincia di Brescia; sono presenti numerose opere d’arte, tra cui ricordiamo un ciclo pittorico dedicato a Maria Maddalena, realizzato da Andrea Celesti. Egli dipinse anche la tela raffigurante le Nozze mistiche di Santa Caterina di Alessandria e quella del Battesimo di Cristo. Tra le altre opere presenti in Duomo spicca L’ultima cena di Gian Battista Tiepolo, eseguita nel 1738, sita nella cappella del SS. Sacramento. È opera di grande pregio artistico e iconograficamente atipica perché i dodici apostoli sono colti, diversamente da come avviene usualmente nello schema tradizionale, secondo una linea prospettica longitudinale che sembra affollare i convitati in una stretta intimità mentre avviene il dramma, reso più doloroso dalla serrata contiguità, con Gesù e Giuda in primo piano.



Numerose sono le frazioni di Desenzano e ognuna di esse conserva luoghi di culto. A Rivoltella, il cui toponimo deriva da Ripa alta, fino al 1926 comune autonomo, oggi frazione, vi sono altre chiese, tra cui alcune di origine medievale; ricordiamo quella di San Biagio, legata fin dalla sua origine al castello di cui rimane oggi una torre trecentesca con funzione di torre civica, quella di San Zeno con interessanti affreschi e alcune chiese campestri tra cui San Donino, citata come pieve vecchia nelle fonti pastorali del 1541. A San Martino della Battaglia si evidenzia la chiesa di San Martino, che nel 1870 è stata quasi interamente demolita e ricostruita come ossario dei caduti nella battaglia del 24 giugno 1859; nella sua veste attuale si presenta in stile neogotico, ma è anch’essa di origine medievale, come testimoniano le tre absidi e parte della cripta.

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