ITINERARIO RELIGIOSO A SIRMIONE

Al viaggiatore che intenda intraprendere un itinerario religioso sulla sponda bresciana del lago di Garda, si propone di cominciare da Sirmione e in particolare dall’estremità protesa verso il lago, fuori dal centro abitato, là dove si eleva tra i cipressi la Chiesa di San Pietro in Mavinas, vicino all’ingresso per l’area archeologica delle Grotte di Catullo. È un luogo molto suggestivo, sia per il misticismo che qui si respira, sia per la storia antichissima della chiesa. Infatti, i recenti scavi archeologici hanno permesso di far risalire la sua fondazione alla fine del V secolo, durante la fase della prima cristianizzazione, mentre l’edificio attuale è databile intorno al Mille e la data del 1320, incisa in numeri romani (MCCCXX) su un mattone murato alla sinistra del portale, ci fa capire che in quel periodo la chiesa è stata risistemata. All’interno, che si presenta ad aula unica e coronato da tre absidi, si possono vedere le antiche strutture emerse dagli scavi. Di grande rilevanza sono anche gli affreschi, databili ad epoche diverse, dal XIII al XVI secolo. Nella fase altomedievale la chiesa era decorata con un ricco arredo scultoreo del quale sono stati recuperati una trentina di frammenti con figurazioni di volatili che si abbeverano e motivi geometrici; due di questi sono stati murati in facciata.



Poco distante, scendendo verso il centro del paese, in prossimità della villa di Maria Callas e dello stabilimento termale, sorge la casa in cui visse e morì Benedetta Bianchi Porro, dichiarata venerabile dalla Chiesa cattolica per il comportamento e la fede sempre mantenuti nonostante le numerose sofferenze che la tormentarono durante la sua breve vita, a cominciare dalle conseguenze fisiche di una poliomelite contratta a soli tre mesi, a cui si aggiunsero altre malattie.

Proseguendo verso il centro storico, non si può tralasciare la visita ai resti della chiesa annessa al Monastero di San Salvatore dell’VIII secolo, fondato da Ansa, ultima regina longobarda, moglie di Desiderio, a cui è intitolata la via. Di notevole suggestione è anche la Parrocchiale di Santa Maria Maggiore, le cui forme attuali risalgono al XV secolo, probabilmente edificata dove sorgeva l’antica chiesa di San Martino, menzionata in alcuni documenti dell’VIII secolo. L’edificio è preceduto da un porticato, la cui colonna più settentrionale è un miliario romano del IV secolo, riutilizzato, risalente al periodo dell’Imperatore Giuliano L’Apostata, come si evince dall’iscrizione. L’interno, ad aula unica, presenta bellissimi affreschi quattro-cinquecenteschi tra cui un grande San Cristoforo, protettore dei viandanti.



All’uscita del paese, in prossimità del fossato, là dove la penisola è stata tagliata per scopi difensivi, si trova la Chiesetta di Sant’Anna, costruita nel XV secolo per il servizio religioso della guarnigione del castello scaligero prospiciente. L’interno, costituito da un vano con volta a botte e da un presbiterio, è impreziosito da affreschi cinquecenteschi e stucchi seicenteschi. Di particolare interesse è il frammento di un affresco trecentesco, forse traccia di un precedente edificio.

Dato che il paese è chiuso al traffico automobilistico, l’itinerario nel borgo storico di Sirmione deve essere effettuato a piedi, sia attraverso la suggestiva passeggiata a lago, da cui si può ammirare lo stesso paesaggio che affascinò il poeta Catullo, sia attraverso l’interna via animata e ricca di negozi.

Il territorio di Sirmione, che si estende oltre il nucleo storico e la penisola, si presenta oggi ricco di colture, in particolare di viti con le cui uve si produce il celebre Lugana, mentre un tempo era ricoperto da una fitta boscaglia, la cosiddetta Selva Lucana. Già i Romani avevano effettuato opera di disboscamento per destinare terreni all’agricoltura, ma in seguito alle invasioni barbariche il bosco era tornato a ricoprire il territorio. Dopo il Mille un importante lavoro di bonifica fu effettuato dai monaci, la cui presenza si evince dai toponimi ancora presenti, come San Benedetto, San Vigilio e San Martino.

Nelle due frazioni, Lugana e Colombare, ricordiamo la presenza di altri edifici ecclesiastici: a Lugana la chiesa di Santa Maria, edificata agli inizi del XX secolo e nel borgo di Rovizza la chiesetta di Sant’Orsola, un tempo cappella nobiliare. A Colombare si trova la chiesa che gli abitanti hanno voluto intitolare a San Francesco, edificata alla fine degli anni sessanta del XX secolo.

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